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Quantunque io in TV

Anno 1977


Regia: Pietro Garinei

Regia: Romolo Siena Varietà comico televisivo in quattro puntate diretto da Romolo Siena e condotto da Enrico Montesano, trasmesso sul secondo canale RAI nella primavera del 1977, la cui comicità si incentra su una dissacrante satira politica, sociale e di costume, elementi che assieme all’avvento del colore, determineranno un notevole successo di ascolti.

Al poliedrico comico romano, in grado di interpretare più personaggi nello stesso sketch si affiancano caratteristi come Bombolo ed un’ospite femminile, attrice o soubrette comunque sex symbol, diversa in ogni puntata, come Gloria Guida, Sydne Rome e Nadia Cassini. Trasmesso nella seconda rete, politicamente orientata a Sinistra, tale era l’orientamento dello humor e della satira, eloquente già dalla sigla di testa e degli sketch entrambi d’animazione.

Il pubblico ricorderà l’anglicizzante “Romantica Donna Inglese”, un’attempata zitella d’Oltremanica residente in Italia, affascinata e al contempo vittima delle miserie ed i disagi nostrani.

Seguono una “coetanea” e corrosiva Zia Sally, a rispondere alle lettere di telespettatrici con problemi sentimentali e la parodia di un talk show politico d’allora, TG2 Ring, dove in ogni puntata l’attore romano brilla imitando in maniera dissacrante un leader politico, rispettivamente Giulio Andreotti, Enrico Berlinguer, Aldo Moro ed un canuto Pietro Nenni, intervistati dalla soubrette di turno.

Ad interpretare il freddo conduttore Aldo Falivena il caratterista Gastone Pescucci.

Da citare infine un decrepito e polemico Torquato il Pensionato, recante con sé un’eterna busta di medicinali e minestrine.

« Se noi comunisti italiani siamo per l’Eurocomunismo i sovietici sono per il neurocomunismo » (Montesano imitando Enrico Berlinguer)
« Il buon giorno si vede dal Bettino » (Montesano imitando Pietro Nenni)

Nei titoli di coda Montesano nei panni di un cameriere d’albergo che spia attraverso la toppa di una porta la rispettiva ospite soubrette che si esibisce castamente e compiacente, senza mostrare ne scadere, puramente a testimonianza di un superamento di un’epoca di televisione moralista.
 
 


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