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La spedizione dei mille cilindri

Dai MACETA, Luca e Siro


La nuova Ferrari Formula Uno si chiama F150, in omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Il Generale Luca Cordero di Montezemolo l’ha presentata chiamando a raccolta i suoi e dare il via ad una nuova spedizione: la Spedizione dei Mille Cilindri. Bello, biondo e fiero, in sella al suo Cavallino Rampante, il generalissimo dai lunghi capelli “a l’aura sparsi” nella galleria del vento, è partito alla conquista del regno del suo acerrimo nemico: Bernie Ecclestone. Potente e sfavillante la monoposto F150, completamente ricreata, nel flap regolabile dall’abitacolo, i diffusori, i deflettori, l’alettone tricolore e gli oltre 100 cavalli lanciati verso la libertà. Dalla camicia rossa alla minigonna rossa, la nuova Unità d’Italia passa per la sartoria e l’officina. Così parte la Spedizione del generale Montezemolo, e parte forte: da zero a 100 km in meno di quattro secondi. Accanto a lui i fedeli luogotenenti, Felipe Massa e Fernando Alonso, e il suo grande amore: Mara Nello, eroina pien di fascino e tutte curve; roba da corto… circuito.

Dopo il gran premio di Marsala, a Calatafimi avviene il primo scontro cruento: scoppi ed esplosioni, alesaggi e pistoni. L’aerodinamica degli eventi viene narrata dagli scrittori al seguito, Alexandre Dumas, Alain Prost, Mansell e Gretel. La storia diviene epica. A Milazzo il primo pit stop: 5 secondi netti, grazie ai volontari meccanici del sottotenente Pirelli. Nei pressi di Imola infuria la battaglia. Alla Rivazza vengono sconfitte le truppe del generale McLaren; alla Variante Bassa si registrano le intrepide gesta dei volontari, fra i quali molti ragazzini e qualche Regazzoni; più in là si copre di gloria il contingente femminile capitanato dalla Tosa; alle Acque Minerali un minaccioso fumo nero esce dalla F150, allora Luca Cordero declama solennemente: «Qui si fa l’Italia o il motore!». L’inarrestabile marcia della Spedizione non si ferma neppure e Monza, dove vengono sconfitti in sequenza i battaglioni dei colonnelli asburgici Lotus, Mercedes e Red Bull.

La vermiglia macchina da guerra non fa nessun differenziale, così sulla Variante del Rettifilo le busca anche il feldmaresciallo Renault.  Scesa la sera, dopo la battaglia, a Lesmo, Montezemolo e Mara Nello si lasciano andare alla passione: la valvola si lubrifica e si procede con l’iniezione del pistone nel cilindro. Lei è sempre più biella, prova ad inserire l’autobloccante ma lui è ormai un Toro Rosso. Saltano le sospensioni e tutto accade in 4 secondi e 6 centesimi. Per lei forse non era il caso di battere un altro record di pit stop. Il giorno successivo è quello passato alla storia come “l’incontro di Fiorano”, in cui il Generale pronuncia il suo celebre «Obbedisco!»

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